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22
Aug

Mutualità e tessuto associativo in Circoscrizione 7 – post 2

Eccoci al secondo post tratto dalla nostra indagine in collaborazione con la Società di Mutuo Soccorso De Amicis. Nello specifico ricordiamo come in questi post si vadano a delineare alcuni tratti inerenti le realtà associative della Circoscrizione 7  (focus Madonna del Pilone e Vanchiglietta) ed il carattere mutualistico delle forme di solidarietà ad oggi strutturatesi.

“Sono quartieri come Aurora quelli in cui la società civile si è maggiormente organizzata e formalizzata attraverso forme giuridiche come quella dell’associazione di promozione sociale [abbiamo accennato ad alcune delle ragioni nel post precedente]. Esistono alcune nuove forme associative di mutuo aiuto, nate su iniziativa di studenti o di lavoratori autonomi (es. in via la Salle e via Priocca) che mettono in piedi iniziative quali Banca del tempo, GAS, Cohousing, con risorse proprie o attraverso la partecipazione a bandi di concorso; esistono chiaramente anche iniziative con un’impronta maggiorente assistenziale, che ruotano per lo più intorno alle parrocchie ed al volontariato di Sermig e Cottolengo [...], legate soprattutto alla distribuzione di alimenti e farmaci. 

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I quartieri interessati dal nostro studio invece, essendo maggiormente caratterizzati da un buon tessuto commerciale, si organizzano per lo più intorno ad associazioni di categoria come quelle degli operatori economici e dei commercianti.
Anche queste associazioni comunque storicamente, con la loro attività, hanno promosso momenti di aggregazione e legami di vicinato, attraverso eventi quali le feste di via.
Dalla ricerca emerge come oggi però anch’esse, talvolta per una mala gestione negli anni passati, trovino difficoltà nel coinvolgere operatori sul territorio, sfiduciati questi nell’uso sia sociale che strumentalmente economico di tali iniziative. Mancato coinvolgimento questo che porta in alcuni casi ad esternalizzare la gestione delle feste, che perdono la loro identità territoriale, la dimensione locale e mantengono soltanto un inquadramento prettamente commerciale.

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Se dunque si dovessero tracciare profili delle organizzazioni della società civile in Circ 7, un primo elemento da rilevare sarebbe la capacità, in alcune aree particolarmente compromesse dal punto di vista socio-economico (es. Aurora), di trovare risposte di stampo mutualistico; così come d’altra parte la mancanza, in quartieri più ricchi di risorse come Vanchiglietta e Madonna del Pilone, di arrivare a soluzioni di questo tipo.

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Se tutta la Circoscrizione, come anche storicamente la Città, può dirsi imperniata di tradizioni assistenzialiste (legate in particolar modo al mondo cattolico), è interessante come le soluzioni innovative nelle aree con maggior disagio stiano prendendo una forma maggiormente solidaristica e di pari distribuzione delle responsabilità sociali [...]. Laddove invece tali azioni mutualistiche sarebbero funzionali a metterebbe al riparo da un declino prossimo, ma ancora lontano da una soglia d’allarme, i cittadini non ne percepiscono l’utilità e nessun attore suggerisce o divulga sufficientemente la bontà di tali pratiche.
L’eredità della tradizione De Amicis non ha per ora ispirato localmente forme simili né di solidarietà né di corporativismo: sarebbe interessante un contatto fra aree anche meno prossime territorialmente e socialmente come Madonna del Pilone ed Aurora, che potesse da un lato stimolare una contaminazione di pratiche solidaristiche [...], dall’altro di avviare meccanismi reali di redistribuzione dei rischi sociali”.

 


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